Free blog counter phonorama
sabato, 27 giugno 2009

Che gli fa la gente ai piccioni di città che sono storpi tutti nelle zampe. Eppure le zampe ai piccioni non gliele pesta nessuno perché il piccione vola e quando sta a terra baccaglia rigonfio il simile a lui piccione femmina e nessuno lo disturba o gli dice scusa, mi sembri nervosetto. Il piccione giace storpio ovunque, pure in Piazza Vittorio l'altro giorno mi son dovuta fermare alla vista del volatile che doveva aver sbattuto la testa da qualche parte o averci i problemi d'equilibrio causati dal cervelletto (ce l'hanno il cervelletto i piccioni? c'hanno le ali, vuoi gli manchi il cervelletto?). Gli sbrodolava tutto intorno al collo la testa e non trovava pace e il piccione provava ad alzarsi sulle zampe ma ricadeva subito e non ce la poteva fare mai. Gli ho chiesto stai male piccione? E poi sono scappata nell'orrore di non sapere cosa fare. Nervosetta?
postato da: phonomaniac alle ore giugno 27, 2009 20:23 | link | commenti (1)
categorie:
lunedì, 15 giugno 2009



Ormai ci ho la paura di scrivere qui sopra.
postato da: phonomaniac alle ore giugno 15, 2009 15:50 | link | commenti (1)
categorie:
mercoledì, 20 maggio 2009

E c'è nell'aria come un profumo che vorrei averci Rama accanto
Mi domando se son io che vedo le cose tristi. Scendo dall'ufficio per passeggiare in ciabatte in Santa Rita e fuori dal bar in corso Sebastopoli (di per sé già tristino) vedo una ragazza sola, con l'acne come se c'avesse la barba. Mangia la frittata di pasta, che se te la fa tua mamma è anche buona, ma se sono gli avanzi del barista che non dice mai un prezzo che sia uno ma sempre "facciamo un euro", "facciamo ottanta centesimi", no.
Passando dalla Casa del Furetto 2 non ci sono più nemmeno i furetti in vetrina, perché immagino si sciolgano al sole povere bestie, altro che color champagne. Mi passo la lingua sui denti e sento le gengive ritirarsi, tiro dritto per un bar che c'ha fuori il cartellone Sammontana col Sorbello gluten free marchiato con la spiga sbarrata, come cambiano i tempi, penso. E le scuole si sono già svuotate e c'è nell'aria come un profumo che vorrei averci Rama accanto.
In gelateria c'è un bambino brutto che mi guarda dalle braccia di sua mamma, vestita male che io spero iddio che non mi faccia mai finire di vestirmi così.
[20 maggio 2009]
postato da: phonomaniac alle ore maggio 20, 2009 17:57 | link | commenti (5)
categorie:

Ha fatto per tirarla su con un braccio
Dall'autobus si vedono discrete tristezze. Come all'angolo prima di arrivare davanti a questo Palazzo di Giustizia brutto pure per metterci i cani morti, dove ho visto una coppia di vecchi con lui che sta in piedi meglio come a voler morire dopo e regge lei piegata in due, china.
Poi dev'essere diventato verde il semaforo perché ha fatto per tirarla su con un braccio e si è alzata di un poco. Ha fatto per tirarla su con un braccio come a un crick della macchina.
[19 maggio 2009]
postato da: phonomaniac alle ore maggio 20, 2009 17:56 | link | commenti
categorie:

Sull'insalata come tentativo di interazione
C'ho il nervoso, c'ho la smania. Dico esco in pausa pranzo da questa prigione di lavoro e faccio due passi. C'ho le spalle all'altezza delle orecchie, arrivo incazzosa mercoledì a yoga e il maestro mi fa ora però ti concentri e cosa mi concentro e mi concentro che sono quattro anni che pratico e c'ho sempre le spalle all'altezza delle orecchie. Spero non ci sia rimasto male. Faccio 'sto yoga pensando a tutt'altro, penso a tutt'altro il giorno dopo che era ieri e pure oggi. Allora mi dico vado a fare due passi. Giro per non so che via, passo la Casa del Furetto 2, sbirciando un furetto in gabbietta che dormiva sull'amaca e tutto intorno come il pellett. Passo almeno tre parrucchieri e mi fermo davanti a tutti e tre sperando che sentire il rumore del phon mi rilassi e invece niente, c'ho il nervoso, c'ho la smania.
[12 maggio]
postato da: phonomaniac alle ore maggio 20, 2009 17:53 | link | commenti
categorie:

C'ho il nervoso
C'ho il nervoso, c'ho la smania. Dico esco in pausa pranzo da questa prigione di lavoro e faccio due passi. C'ho le spalle all'altezza delle orecchie, arrivo incazzosa mercoledì a yoga e il maestro mi fa ora però ti concentri e cosa mi concentro e mi concentro che sono quattro anni che pratico e c'ho sempre le spalle all'altezza delle orecchie. Spero non ci sia rimasto male. Faccio 'sto yoga pensando a tutt'altro, penso a tutt'altro il giorno dopo che era ieri e pure oggi. Allora mi dico vado a fare due passi. Giro per non so che via, passo la Casa del Furetto 2, sbirciando un furetto in gabbietta che dormiva sull'amaca e tutto intorno come il pellett. Passo almeno tre parrucchieri e mi fermo davanti a tutti e tre sperando che sentire il rumore del phon mi rilassi e invece niente, c'ho il nervoso, c'ho la smania.
[8 maggio]
postato da: phonomaniac alle ore maggio 20, 2009 17:51 | link | commenti
categorie:

T'hanno fatto anche lo spregio
Lungo il Po vedo le cose schifose.
Non ho più incontrato volatili monchi da allora, dall'allora di qualche settimana fa, ma stamani ho visto un topo morto. No i topini bianchi che si mangiavano i Visitors alla tele e io a Firenze stavo ancora nella casa vecchia, questo topo era come il maestro delle tartarughe ninja, solo senza kimono. Penso di poterlo chiamare volgarmente ratto. Che poi poveraccio stava di schiena ma un gocciolino di lato, morto stecchito, con le zampe rosa nude piegate come a scappare.
C'era una cornacchia vicina a sbrindellargli la pancia e mentre Rama aveva il naso incollato a terra poco pià là a sentire cosa, io mi sono avvicinata al topo morto (non riesco a dire ratto, è brutto come cagna) e ho visto che aveva un buco nel basso addome come a partorire e tutto intorno rosso di sangue. Cercando di contenere lo schifo e non urlicchiare, mi avvicino e lo guardo; accanto al buco, lungo una coscia, aveva tipo del vomito scagazzato sopra. Rama intanto fa per avvicinarsi ma le dico no, ti prendi le malattie! e si allontana, mentre io trattengo l'isteria. Che non bastava d'essere morto, topo, t'hanno fatto anche lo spregio di vomitarti addosso.
[8 aprile 2009]
postato da: phonomaniac alle ore maggio 20, 2009 17:49 | link | commenti
categorie:
lunedì, 23 marzo 2009



L'altra sera sono andata a fare l'aperitivo con la mia amica Gloria e Rama con la bava alla bocca perché non aveva ancora cenato. Abbiamo preso un bicchiere di vino bianco a testa (5 euro) e parlato un po'. Quando la gent emi chiede come sto le mie risposte vanno dal bah al come vuoi che stia? Mi è venuta anche un po' la lacrimina agli occhi raccontandole degli ultimi accadimenti. Lei mi ha messo una mano su un ginocchio per confortare l'inconfortabile. Sai, le ho scritto un sms - quand'è che avete fatto la festa te e Andre? ecco il 27 marzo - e mi ha risposto venerdì scorso, dopo tre settimane.
Poi mi sono alzata per prendere ancora da mangiare e una fetta di mortadella per Rama che dalla fame s'è alzata a mangiarla su due zampe come gli orsi al circo. Inconsolabile mi avvicino al bancone del cibo e mi sento la mensa dei poveri dentro. C'è la gente che fa la fila come ai bagni pubblici ma io voglio solo arrivare al piattino di plastica e aspettare che tocchi a me come a tutti. Quando una ragazza coi jeans alla giuntura del sedere e il golfino poco sopra a scoprirle la carne mi si gira incontro gentile e mi passa un piattino di plastica tutto p
er me.
postato da: phonomaniac alle ore marzo 23, 2009 13:17 | link | commenti (4)
categorie:
mercoledì, 18 marzo 2009




Andare sull'autobus comporta una serie di rischi. Se non ci sono seggiolini liberi nel senso di marcia è probabile che mi tocchi un seggiolino di senso contrario e per come guidano gli autisti mi viene il vomito di fine giornata. Prima ancora c'è il rischio che l'autobus non si fermi.
Una volta quand'ero piccina a Firenze aspettavo l'autobus con mia mamma e mia sorella alla fermata dei 6 in via della Mattonaia. E' passato senza che noi alzassimo un braccio e non s'è fermato. Siamo rimaste come tre sceme a guardarci con gli occhi sbarrati cocainomani a dirsi perché? E' vero, la fermata dell'autobus è a richiesta e tu l'unica cosa che puoi fare è allungare un braccio nel vuoto come uno scemo, ma da quella fermata non ci passava altro autobus che il 6.
C'è poi il pericolo di scivolare, sia da seduti che da in piedi, per la stessa guida degli autisti che ti fa venire il vomito anche se cerchi di respirare piano e canti l'invocazione a Patanjali, il padre dello yoga. I vecchi in autobus meritano poi un discorso a parte, perché se per me il mezzo pubblico è pericoloso, per loro è la morte.
L'autobus per i vecchi è la fine. Salgono quatti come le bestie quadrupedi prima di puntare la preda s'arrestano. La stessa cautela delle beste nei vecchi, che s'apprestano a salire con le braccia avanti come si vede fare ai ciechi o agli zombie nei film. S'aggrappano agli appositi sostegni come fossero l'unica salvezza e proseguono l'inferma camminata passo passo, sostegno sostegno. Sale un vecchio in tuta che gli sta larga bracaloni, e pare rigonfiarsi all'altezza del pube e avere come dei risvolti sui fianchi e penso a dio, e dico dio, ti prego, non farmi finire che mi piscio addosso.
postato da: phonomaniac alle ore marzo 18, 2009 23:47 | link | commenti (3)
categorie:



Stamani sul Po ho visto una tristezza.
C'era un uccello, che penso fosse una specie di gallinella d'acqua (sono venuta a conoscenza della gallinella d'acqua grazie ai pannelli informativi metallici messi come pagine di libro in una postazione dentro l'ex zoo; c'è anche scritto quanto vive un germano reale ma onestamente non me lo ricordo). In verità la gallinella d'acqua mi pareva c'avesse del rosso da qualche parte, come le mestruazioni, mentre quest'uccello poveraccio era solo nero con del bianco rigonfiato sul becco. Quello che m'ha intristito fino alle lacrime è stato che dall'alto del lungo Po dove stavo camminando con Rama gli ho visto le zampe sott'acqua. Una doveva essersela rotta perché stava penzoloni inerme, a piombo nell'acqua come a pescare. Mentre con l'altra cercava di allontanarsi perché io e Rama evidentemente dovevamo fargli paura.
Cercava, come ad avere un remo solo, di allontanarsi ma tutti i suoi sforzi - e io lo sapevo che stava facendo fatica anche se non vedevo la zampa buona, ma solo quella rotta, ciondoloni - andavano storti nell'acqua.
postato da: phonomaniac alle ore marzo 18, 2009 23:44 | link | commenti
categorie: