T'hanno fatto anche lo spregio
Lungo il Po vedo le cose schifose.
Non ho più incontrato volatili monchi da allora, dall'allora di qualche settimana fa, ma stamani ho visto un topo morto. No i topini bianchi che si mangiavano i Visitors alla tele e io a Firenze stavo ancora nella casa vecchia, questo topo era come il maestro delle tartarughe ninja, solo senza kimono. Penso di poterlo chiamare volgarmente ratto. Che poi poveraccio stava di schiena ma un gocciolino di lato, morto stecchito, con le zampe rosa nude piegate come a scappare.
C'era una cornacchia vicina a sbrindellargli la pancia e mentre Rama aveva il naso incollato a terra poco pià là a sentire cosa, io mi sono avvicinata al topo morto (non riesco a dire ratto, è brutto come cagna) e ho visto che aveva un buco nel basso addome come a partorire e tutto intorno rosso di sangue. Cercando di contenere lo schifo e non urlicchiare, mi avvicino e lo guardo; accanto al buco, lungo una coscia, aveva tipo del vomito scagazzato sopra. Rama intanto fa per avvicinarsi ma le dico no, ti prendi le malattie! e si allontana, mentre io trattengo l'isteria. Che non bastava d'essere morto, topo, t'hanno fatto anche lo spregio di vomitarti addosso.
[8 aprile 2009]